Tra le cause dell'impotenza sessuale maschile anche quelle psicologiche

Tra le cause dell'impotenza sessuale maschile anche quelle psicologiche


Cause organiche e psicologiche dell'impotenza sessuale maschile creano un grave circuito di automantenimento su cui intervenire in modo multidisciplinare

Come riconoscerle e curarle

Obiettivo fondamentale di una psicoterapia efficace per l’impotenza sessuale maschile è stabilire un livello di intimità che metta entrambi a proprio agio, stimolando il desiderio sessuale e alleviando il disagio e la vergogna associati al disturbo.
Impotenza sessuale maschile: caratteristiche e dati del disturbo

Il disturbo maschile dell’erezione, definito comunemente impotenza sessuale, presenta una serie di caratteristiche distintive, necessarie per procedere alla diagnosi, secondo quanto riportato nel DSM-V (American Psychiatric Association, 2013):

Persistente o ricorrente incapacità di raggiungere o mantenere un’adeguata erezione, fino al completamento dell’attività sessuale, ovvero marcata riduzione della rigidità dell’erezione, nella misura minima del 75% delle occasioni di attività sessuale, e per un periodo di almeno sei mesi
L’anomalia causa notevole disagio o difficoltà interpersonali
La disfunzione non è meglio attribuibile ad altro disturbo psichiatrico (diverso da una disfunzione sessuale) e non è dovuta esclusivamente agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o di una condizione medica generale.

I dati sul fenomeno dell’impotenza sessuale maschile mostrano tutta la sua rilevanza per il benessere personale e di coppia: uno degli studi italiani più autorevoli, risalente al 2000, mostra come circa il 13% della popolazione maschile italiana (circa tre milioni, inclusi single e vedovi) presenti impotenza sessuale, considerando i pazienti che soffrono sia di episodi ricorrenti, sia occasionali. Di questi, il 70% ha più di sessant’anni (Parazzini e coll., 2000).

 
Le cause dell’impotenza sessuale maschile
Le cause riconosciute dell’impotenza sessuale maschile sono di natura sia organica che psicologica, con la componente psicologica che amplifica e aggrava i problemi di natura fisica.

 
Cause organiche dell’impotenza
Riguardo alle cause organiche si riconosce un’impotenza sessuale maschile di natura arteriosa che determina un deficit di riempimento e una di natura venosa, che si manifesta con un deficit di mantenimento. Nel primo caso la rigidità del pene non è sufficiente per consentire la penetrazione (la pressione del sangue nelle arterie cavernose è troppo bassa per riuscire a distendere completamente i corpi cavernosi), mentre nel secondo l’erezione completa, se raggiunta, scompare molto rapidamente. All’interno dei trattamenti oggi disponibili si ricordano le protesi peniene (strutture meccaniche o idrauliche, che realizzano uno stato di erezione a richiesta, attraverso un dispositivo manuale), la chirurgia vascolare e l’utilizzo di sostanze vasoattive, la più nota delle quali è la papaverina (Dèttore, 2001).
Cause comportamentali dell’impotenza

L’impotenza sessuale maschile può anche essere causata da cattive abitudini di vita, come la mancanza di esercizio fisico, il riposo insufficiente, il fumo (con riduzione della velocità del flusso ematico nelle arterie che irrorano i corpi cavernosi del pene e un deterioramento delle vie respiratorie), e l’abuso di alcol e droghe (Metz e McCarthy, 2004).

Circolo vizioso di depressione e impotenza sessuale
E’ importante sottolineare che ogni uomo affetto da una malattia cronica debilitante vive spesso un grave stato depressivo che può a sua volta essere causa di scarse prestazioni sessuali: si viene così a creare un circolo vizioso autoalimentato che esaspera lo stato depressivo e l’insoddisfazione per la vita sessuale (Dèttore, 2001).

Fattori psicogeni dell’impotenza
I fattori psicogeni che condizionano in maniera rilevante l’attività sessuale sono ansia e stress cronico (Dèttore, 2001). Essi possono essere di per sé responsabili del deficit erettile (senza cause organiche evidenziabili con gli attuali strumenti di diagnosi) o possono svilupparsi conseguentemente a un deficit erettile organico, amplificandolo e mantenendolo.
Impotenza e ansia da prestazione sessuale

L’ansia da prestazione sessuale (timore dell’insuccesso) impedisce di vivere la propria sessualità come momento di piacere, di modo che essa diviene fonte di angosce legate a fallimento e derisione, con crollo dell’eccitazione e accentuazione della vasocostrizione, mentre l’erezione necessita di una piena vasodilatazione arteriosa dei vasi del pene. Alla paura si associa aggressività e senso di colpa e di inadeguatezza nei confronti del/la partner, con conseguente paura di abbandono ed evitamento dell’attività sessuale, vissuta esclusivamente come fonte di sofferenza e squalifica.

Impotenza e stress cronico
Lo stress cronico (per esempio preoccupazioni economiche o problemi di salute) provoca, da parte sua, un abbassamento dei livelli di testosterone (l’ormone maschile) che deprime l’attività sessuale e il piacere che ne deriva. Fattori stressanti che interessano la relazione di coppia, oltre che il singolo, influenzano negativamente la capacità di iniziare e/o mantenere un’erezione adeguata: i conflitti, la distanza emotiva o l’insoddisfazione verso la relazione sono infatti in grado di compromettere quella complicità su cui si basa la sicurezza di poter avere un’erezione (Metz e McCarthy, 2004).

Psicoterapia per l’impotenza sessuale maschile
Ecco perché obiettivo fondamentale di una psicoterapia efficace per l’impotenza sessuale maschile è di stabilire un livello di intimità che metta entrambi a proprio agio, stimolando il desiderio sessuale e alleviando il disagio e la vergogna associati al disturbo erettile, che riguardano sì il partner affetto, ma coinvolgono altresì il benessere di coppia complessivo.

Cause organiche e psicologiche (sia individuali che attinenti alla sfera della vita di coppia) si integrano e influenzano in un grave circuito di automantenimento che deve essere tempestivamente interrotto: ecco perché il moderno approccio per l’impotenza sessuale maschile non può che essere multidisciplinare e integrato, in cui sempre più medici specialisti, in prima linea uro-andrologi o endocrinologi, integrano la loro formazione professionale con una solida preparazione sessuologica e psicoterapeutica (Dèttore, 2001).

 
Terapia cognitivo-comportamentale per l’impotenza sessuale maschile
La terapia a orientamento cognitivo-comportamentale per l’impotenza sessuale maschile prevede, accanto a momenti di psicoeducazione (migliore conoscenza delle cause del problema e, più in generale, dei meccanismi sottostanti al processo di erezione), tecniche comportamentali (come la Focalizzazione Sensoriale II ideata da Masters e Johnson che prevede il coinvolgimento della partner, puntando quindi sul rapporto di coppia) e cognitive (esame delle credenze relative al sesso e all’erezione).
La procedura di focalizzazione sensoriale per la disfunzione erettile

MCT 2016 - fino a 8 aprile La procedura di Focalizzazione Sensoriale prevede, in generale, che i partner interagiscano accarezzandosi a turno il corpo nudo, in un ambiente rilassato, includendo gradualmente l’area genitale. Fulcro del metodo è, per espresso ordine del terapeuta, il divieto assoluto della penetrazione, con la possibilità di raggiungere l’orgasmo con qualsiasi tecnica a scelta, ma senza impiegare in alcun modo la penetrazione. In tal modo, la sfera sessuale, divenuta connotata negativamente in seguito alla disfunzione sessuale, viene affrontata gradatamente; la manifestazione di affetto attraverso il contatto fisico viene agevolata, senza essere evitata, situazione frequente, dal momento che essa viene considerata tra i preliminari di un rapporto sessuale.

Per favorire la stimolazione tattile e migliorare la comunicazione sessuale si possono utilizzare lubrificanti, oli profumati, anche vibratori.

Durante la Focalizzazione Sensoriale II la partner stimola manualmente il pene dell’uomo fino a un’erezione, più o meno completa, e poi smette finché essa non diminuisce, per poi riprenderla attraverso una nuova stimolazione. Lo scopo è dimostrare all’uomo che l’erezione può calare, ma poi essere recuperata e che, soprattutto, non è indispensabile che un uomo normale debba costantemente mantenere l’erezione, tipica idea disfunzionale alla base dell’ansia da prestazione, bersaglio altresì delle tecniche cognitive (Master e Johnson, 1970, citato in Dèttore, 2001).

A questo punto la Kaplan (1970) suggerisce la pratica del coito inesigente in cui la donna inserisce il pene eretto del partner in vagina, stando in genere sopra di lui e compiendo dei movimenti lenti e poco ampi, come ulteriore passo verso il rapporto sessuale vero e proprio (citato in Dèttore, 2001). A tale pratica può favorevolmente essere abbinato un training sulle fantasie sessuali, così da incrementare ulteriormente la propria eccitazione e impedire, contemporaneamente, l’insorgere di eventuali pensieri ansiogeni (Dèttore, 2001).

 
Tecniche cognitive per l’impotenza sessuale
Le tecniche cognitive per l’impotenza sessuale maschile si focalizzano sulla ristrutturazione cognitiva di atteggiamenti, modi di pensare e convinzioni disfunzionali irrealistici riguardanti il sesso (con l’analisi dei pensieri automatici negativi al fine di sostituirli con pensieri più adeguati e meno ansiogeni). Tipici pensieri irrazionali e ansiogeni sono del tipo ‘L’erezione, una volta persa, non può essere nuovamente raggiunta‘, oppure ‘L’uomo deve sempre prendere l’iniziativa e gestire il rapporto sessuale’ o ancora ‘La vita dell’anziano è asessuata‘.

Fonte: www.stateofmind.it

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